Cerca nel sito
Incentivi al fotovoltaico: basta con le speculazioni in agricoltura
Stop alle speculazioni legate al fotovoltaico. E' l'annuncio di Mario Catania, ministro per le Politiche agricole, riferito soprattutto agli impianti realizzati su serre agricole. Molti produttori, infatti, potrebbero edificare finte serre per accedere ai bonus statali.
"Finché ci sarò io coloro che realizzeranno serre agricole con pannelli fotovoltaici saranno marcati stretti". Così ha tuonato il ministro Catania, sottolineando che l'azione sarà congiunta: "Insieme al ministero dello Sviluppo economico e a quello dell'Ambiente - ha affermato - staremo attentissimi affinché siano evitate speculazioni di tutti i tipi".
Tutto nasce a causa del tanto discusso art. 65, comma 3, del decreto liberalizzazioni che recita così: "Agli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di serre così come definite dall'articolo 20, comma 5 del decreto ministeriale 6 agosto 2010, si applica la tariffa prevista per gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici. Al fine di garantire la coltivazione sottostante, le serre - a seguito dell'intervento - devono presentare un rapporto tra la proiezione al suolo della superficie totale dei moduli fotovoltaici installati sulla serra e la superficie totale della copertura della serra stessa non superiore al 50%".
Il pericolo, in pratica, è che si inneschino speculazioni da parte di chi, a caccia di incentivi, realizzerà serre fotovoltaiche del tutto finte, con la conseguenza ulteriore di uno sfruttamento selvaggio ed illecito del territorio.
Naturalmente, le associazioni ambientaliste sono d'accordo con questa lotta alle speculazioni. Ecco la posizione di Legambiente, contraria in generale ad una certa generosità del governo Monti nei confronti proprio delle serre: "Potrebbe dare il via libera a speculazioni per ottenere incentivi pari a quelli delle coperture integrate negli edifici, che sono molto più alti di quelli per i pannelli al suolo - dice il vicepresidente Edoardo Zanchini - L'obiettivo dovrebbe essere quello di promuovere una corretta integrazione tra impianti energetici e agricoltura di qualità, mentre una norma del genere può solo favorire le speculazioni e aumentare i problemi ambientali, incentivando anche la creazione di nuove serre, con conseguente aumento del consumo di plastiche che già oggi, in molte regioni rappresenta un grave problema per lo smaltimento".
E l'associazione del cigno è contraria anche allo stop degli incentivi per gli impianti a terra delle aziende agricole imposto dallo stesso art. 65 del decreto sulle liberalizzazioni, norma di fatto retroattiva che - come abbiamo già visto - blocca quanto previsto in precedenza dal decreto sulle rinnovabili, che concedeva incentivi a tutti gli impianti entrati in esercizio entro il 29 marzo 2012.
fonte articolo:greenbiz
Nessun commento inserito
Devi essere registrato per inserire un commento.
Ricerca PROFESSIONISTI
Erasolare distributore Italia
info@erasolare.it
Erasolare si trova al Padiglione 7 Codice stand: C9.3


RSS)







